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Giorno del Ricordo, una scalinata per Norma Cossetto. Ma l’intitolazione chiesta dal Municipio non viene approvata in tempo da Tursi

Dopo che la targa sul Belvedere di Oregina era stata vandalizzata almeno quattro volte, il presidente del Centro Est, Andrea Carratù, ha proposto che alla giovane studentessa istriana venga dedicata, invece, una vera e propria targa stradale. Ma la burocrazia comunale ha impedito che questo avvenisse in tempo utile

Non è stata sostituita la targa in belvedere Da Passano, dedicata a Norma Cossetto, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba, Medaglia d’oro al Merito civile. Quella targa era stata vandalizzata almeno quattro volte non per atti di vandalismo “generico”, ma nel corso di blitz di antagonisti che se fosse stata ricollocata si sarebbero ripetuti ancora.

Al presidente del Municipio Centro Est Andrea Carratù è, dunque, sembrato poco intelligente sostituirla ancora e ancora e decisamente più utile dedicare alla giovane una scalinata e la relativa targa stradale nello stesso quartiere di Oregina, «al fine di rendere omaggio alla storia ed al sacrificio di Norma Cossetto e rispondere all’esigenza di preservare la sua memoria da atti vandalici che minano il valore commemorativo e il rispetto dovuto a tutte le vittime di intolleranza». Lo ha proposto alla giunta del parlamentino del Centro Est il 6 novembre dello scorso anno e quello stesso giorno la pratica è stata approvata e inviata a agli uffici della Toponomastica di Tursi.

Ma perché ad oggi, a tre mesi di distanza, nel Giorno del Ricordo (quindi in occasione della commemorazione civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno, per ricordare i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata), la targa non è ancora al suo posto, nella scaletta di collegamento tra via Boine e salita Oregina?

Lo abbiamo chiesto allo stesso Carratù. «Abbiamo pensato ad una situazione alternativa, cioè dedicare una scalinata alla norma Cosetto, già disponibile, e volevamo farla in occasione di questo giorno, che è il Giorno del Ricordo, ma purtroppo il fatto che in comune la pratica non sia stata portata avanti non ha consentito di portare la richiesta in commissione per decidere se fare o meno questa cosa – risponde il presidente del Municipio -. Non so perché questo sia successo, perché noi avremmo voluto questa cosa. Purtroppo la commissione toponomastica del Comune non si è riunita e noi non abbiamo potuto installare la targa sulla scalinata».

Intanto, questa mattina, grande parata di autorità comunali presso il Cippo della Rimembranza, all’interno del cimitero di Staglieno, per la cerimonia di commemorazione dei martiri delle foibe e degli esuli giuliano dalmati. Dopo aver deposto una corona di alloro, la cerimonia si è spostata all’interno del tempio laico, dove, oltre all’orazione commemorativa, si sono tenuti gli interventi delle autorità civili e militari.

L’orazione commemorativa è stata tenuta dalla Patrizia Gaspich dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. «Oggi, 10 febbraio, celebriamo il Giorno del ricordo, istituito con legge 92 del 2004, per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime della foibe, dell’esodo dalle loro terre dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, sancendo per migliaia di italiani quello che in realtà era già in atto: l’impossibilità di rimanere nella loro terra natale senza rinunciare alla propria identità – ha detto Gaspich -. Gli esuli furono accolti con difficoltà in tutta la penisola e proprio Genova, la città che oggi ci ospita, fu uno dei punti di approdo di molti esuli.

6.530 persone trovarono residenza stabile nella provincia, vivendo per anni in alloggi improvvisati, come scuole, conventi e dormitori. Come figlia di esuli sento il dovere di testimoniare questa storia e trasmetterla affinché non cada nell’oblio, perché l’oblio è la seconda morte della memoria, e il Giorno del ricordo non deve essere solo una celebrazione, ma un momento di riflessione collettiva su cosa significa perdere la propria casa, la propria identità e dover ricominciare altrove. Ricordare oggi significa restituire dignità a chi ha vissuto questa esperienza, collocandola nel più ampio quadro della storia italiana ed europee. Non si tratta di alimentare divisioni, ma di comprendere il peso della storia e le sue conseguenze sulle vite delle persone».

Presenti il presidente del Consiglio Carmelo Cassibba, la consigliera comunale e di Città metropolitana Elena Manara in rappresentanza dei due consigli, l’assessore comunale alla Sicurezza Sergio Gambino in rappresentanza della giunta di Tursi, il presidente Maurizio Uremassi in rappresentanza del Municipio IV Media Valbisagno.

Una corona di alloro, stamattina, al termine della cerimonia per il Giorno del Ricordo, è stata deposta anche a Rapallo.


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